EDITORIALE N. 9-10 SETTEMBRE-OTTOBRE 2008


Inizio anno scolastico 2008/2009 con moltissime novità! Riflettiamo su una di queste. Ritorna il voto di condotta. L'idea è stata lanciata dal ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca in un'intervista. "E' incomprensibile - ha detto dalle pagine del Messaggero - che non si valuti in alcun modo il comportamento dei ragazzi poiché anche la condotta ha la sua valenza e il rispetto delle regole deve avere la giusta considerazione. Stiamo ragionando sull'ipotesi di legare la promozione anche alla valutazione della condotta" Sintesi dell’intervista al Ministro del Miur Gelmini. Ma che cosa distingue la condotta dal comportamento?
Valutare il comportamento è valutare la condotta?
La riflessione ci porta inevitabilmente alla definizione ed all’uso dei termini impiegati.
Possiamo definire la Condotta umana :“ogni risposta dell’organismo vivente ad uno stimolo, che sia oggettivamente osservabile, anche se non abbia carattere di uniformità: nel senso che vari o possa variare nei confronti di una situazione determinata. Per questa mancanza di uniformità, la Condotta si differenzia dal comportamento; e l’uso del termine diventa utile, giacchè altrimenti non si distingue da comportamento.” N. Abbagnano, Dizionario di Filosofia, Utet, Torino,1980, p.154 Possiamo definire il Comportamento umano: ”Ogni risposta di un organismo vivente ad uno stimolo, che sia: 1° oggettivamente osservabile con un mezzo qualsiasi; 2° uniforme.
Il termine comportamento è stato introdotto da Watson verso il 1914 ed è ormai diventato di uso corrente nel significato ora esposto. Attualmente il termine è diventato di uso generale. Esso va tenuto distinto: da azione, […],da atteggiamento,[…] da condotta, che può mancare di carattere di uniformità. Ibidem, p.140 Se analizziamo il termine Comportement “ Le comportement d’un être est l’ensemble des réactions globales de son organisme, tant comune à l’espèce que particulières à l’individu.” A. Lalande, Vocabulaire technique et critique de la Philosophie, PUF, 1980, p.156 Quanto al termine Conduite per André Lalande non pone nessuna riflessione se non definita altrimenti…umana..sociale…, ma anche perché ci potrebbe fare pensare alla condotta di un qualsiasi strumento … compresa la voiture.
Cosa ingenera associare indebitamente il comportamento con la condotta non rispettando una profonda riflessione sull’uso dei termini? Ovvero, è legittima una confusione tra comportamento e condotta? O meglio : è produttivo inserire nel comportamento la condotta?
La risposta può essere trovata razionalmente nella citate definizioni.


Riccardo Sirello