EDITORIALE N. 11-12 NOVEMBRE-DICEMBRE 2007


Un nuovo anno scolastico. Ma sarà veramente nuovo? Buon nuovo anno scolastico a tutti i nostri docenti e studenti. Buon proseguimento ai nostri lettori che puntulmente seguono la Rivista e ci incoraggiano con le numerose e-mail inviate alla redazione. Sarà veramente un nuovo anno scolastico?Finalmente si parlerà un poco di più di didattica o altrimenti tutto terminerà nelle eterne lagnanze e tutto proseguirà come prima? Soliti metodi, solite lezioni e solite interrogazioni e soliti risultati? Alex ha proprio ragione !!! "Ciascun profio aveva una sua lezione-tipo. Il vecchio Alex & soci ne conoscevano gli schemi a memoria: c'era il profio che prima interrogava e poi spiegava, il profio che a volte spiegava e a volte interrogava, e poi c'era la profia di italiano che aveva lavorato attorno ai Bembi e ai Castigliuoni fin verso novembre circondata dal disinteresse d'un sepolcro. Durante le interrogazioni non c'era problema, si poteva stare fuori e rientrare senza troppe rotture, mentre se si tornava in classe grattandosi più o meno il pacco, facendo rumori con il naso o strascicando i piedi durante una lessson di fuoco su Esiodo, un'equazione multincognita, gli anelli di Saturno, era probabile che il profio ne facesse un caso personale: nel corso delle lezioni interessanti del genere era consigliabile catapultarsi all'interno di mezza corsa- un'espressione normalmente disperata per esservi persi un po' di sillabe fondamentali poteva aiutare- tuffarsi al proprio posto di combattimento, cominciare a prendere appunti in modo furioso e recuperativo, fissare la lavagna con determinazione d'acciaio e alzare la mano per fare al momento opportuno una cazzo di domanda tanto pretestuosa quanto plausibile. Seguendo correttamente la procedura, al termine della lezione il profio avrebbe conservato di voialtre teste, a livello subconscio, un ricordo persino vagamente positivo. Se invece si rischiava il "venga-venga", si stava fuori e basta. Gli unici profii che mandavano a cercare i dispersi erano quelli meno interessati di tutti, quelli che non pensavano a far bene la loro lezione ma solo a quanti posti liberi c'erano in classe: Gli insegnanti nullafacenti erano i peggiori: avevano la coscienza sporca e cercavano di fottervi ogni volta. Comunque, chi usciva per primo si affacciava alla porta delle altri classi in cui erano disseminati i compagni del bagno e con un cenno, senza farsi vedere dai profii, chiamava chi doveva chiamare. " dal romanzo di EnricoBrizzi, Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Ed. Baldini & Castoldi, Milano, 1996, pag 55, 56