EDITORIALE N. 5-6 MAGGIO-GIUGNO 2007
Riflessioni filosofiche: cambiamento di opinione o tradimento ? Quali i limiti?
Domandiamoci se è legittimo cambiare opinione, passare ad esempio da uno schieramento politico ad un altro e se il cambiamento avviene per semplice opportunismo caratteristico della falsa coscienza.
Tutti gli uomini hanno diritto a ripensamenti, ad evolvere o involvere, ma bisogna saper distinguere ciò che è ri-pensare da ciò che è vero e proprio tradimento: quest'ultimo significa calpestare i propri principi nel nome dei quali si è combattuto e nei quali si è creduto.
Un problema filosofico complesso, ontologico , quello di stabilire il sottile limite che differenzia il traditore da colui che matura altre convinzioni e scelte. L'esempio della "Canzone di Rolando" è illuminante, come oggi, sono molti i giornalisti "carrieristi" privi di una deontologia professionale.
Ovviamente non è solo il mondo del giornalismo ad esserne coinvolto.
Per sensibilità riporterò il caso del francese Paul Ferdonnet che nel 1939 si metterà al servizio della radio tedesca di Stuttgart per denigrare la sua patria. Anche il mondo della diplomazia è invaso di molte testimonianze: Talleyrand promuoverà addirittura il tradimento al rango di una vera e propria arte estetica. Jacques Poriot proveniente dallo stalinismo comunista finirà la sua vita indossando l'uniforme della Waffen SS ed esaltando le azioni di rappresaglia mentre l'editore Bernard Grasset servirà, per vile logica di affari, l'occupante.
Evoluzione o Tradimento ? La storia rende alla fine giustizia, purtroppo in ritardo!
Bisogna saper distinguere. Per riuscire a giudicare è comunque necessario aver chiarezza dell'intero processo storico nel quale si è immersi.
Di certo, non potremo definire Victor Hugo un traditore, conservatore monarchista,passato all'estrema destra, al centro ed infine all'estrema sinistra repubblicana. Molti casi non si possono definire semplici scelte di opportunisti,ma rifiuti di sostenere evoluzioni che avrebbero portato a forme dittatoriali. Il cambiamento di campo, come è avvenuto per molti generali ha avuto questo merito.
Il traditore è colui che tradisce profondamente le proprie convizione deludendo coloro che lo stimavano per la coerenza delle idee professate. Il traditore subisce una metamorfosi interiore per garantirsi la partecipazione al "banchetto comune".
Il problema non è di certo la mutevolezza delle opinioni degli umani ma il fatto dell'oltrepassamento delle frontiere che porta con sè un rovesciamento delle radicalità.
Oggi, la risposta appare semplice: il traditore, il falso è sempre considerato l'Altro.