EDITORIALE N. 2 FEBBRAIO 2005


" Per conoscere gli uomini, bisogna vederli agire. Nel mondo li si sente parlare; essi mostrano i loro discorsi e nascondono le loro azioni: ma nella storia esse sono svelate, e li si giudica sulla base dei fatti. Persino i loro discorsi aiutano ad apprezzarli; infatti, confrontando ciò che fanno con ciò che dicono, si vede ciò che sono e ciò che vogliono sembrare: più si mascherano, meglio li si conosce." J.J. Rousseau, Emile, Roma-Bari, Editori Laterza, 1979, p.185. Il problema dell'istruzione è troppo serio per essere banalizzato e prodotto senza dialogo e confronto. Raro è l'interesse alle cause profonde, poco visibili, degli avvenimenti. Bisogna sempre confrontarsi con tutte le passioni umane, le buone e le cattive, in opera e seguite dai loro effetti. Sarà anche questo il tempo delle favole .Bisogna sempre avvertire i giovani prima che compiano errori, ma è dannoso, quando vi sia caduto egualmente, prendersi la rivincita del "Ve l'avevo detto". Nessuno ama sentirsi umiliato. Con le favole invece "censurando il colpevole sotto una maschera estranea, lo si istruisce senza offenderlo".