EDITORIALE N. 5 GIUGNO 2004


Siamo pervasi da una ondata di irrazionalismo preoccupante, dilagante e lacerante. Il desiderio di argomentare è divenuto utopia; solo chiacchere e così si vuole dai molti. Nelle letture che ho affrontato mi ricordo di un testo scritto da Karl Mannheim che in una sua opera Uomo e società in un'età di ricostruzione pubblicata in tedesco a Leida nel 1935 così riportava circa la società moderna: " Dietro l'enorme organizzazione della società moderna e il funzionamento relativamente calmo del sistema industriale c'è la possibilità nascosta di un ricorso alla violenza. E' difficile determinare esattamente quando e dove, se nell'ambito della politica estera o se nella lotta interna per il potere, la violenza cruenta prenderà il posto del comportamento pacifico. Questa irrazionalità ancora sfrenata è sempre presente nel funzionamento dell'attuale società e, di volta in volta, mobilita gli impulsi delle masse. Le stesse persone che nella loro vita produttiva, nella sfera dell'organizzazione industriale sono largamente razionalizzate, possono trasformarsi in ogni momento in "casseurs" e in guerrieri spietati. ".
Da: Uomo e società in un età di ricostruzione, tr. it. di M. Negri, Roma, Newton Compton Italiana, 1972, pp.65-70