EDITORIALE N. 2 FEBBRAIO 2004
La riflessione su di un equilibrio fra Apollo e Dioniso ha dato origine a molti equivoci. Un approccio superficiale al problema ha ritenuto più facile rifiutare un qualunque legame alla ratio , rifugiandosi nel sentimento amoroso balbettante e puerile di un preteso ritorno alla pienezza desiderante dell' "innocenza primitiva". La nostra società ha scoperto non un' arricchimento, ma una rapida disgregazione nei mille rivoli depressivi del narcisismo pseudo-mistico, del culto della "spontaneità" come perpetua ebbrezza in-formale o a semplici modelli "estetizzanti". Questo svuotare di senso , del non saper più percorrerela via della negazione , del tutto facile, premiato e deprivato di streben sono diventate espressioni simmetricamente opposte, ma in realtà del tutto compatibili con la predominante Razionalità del mercato, del" benessere", del "consumo facile" e "non pensante". Rovesciare l'ordine gerarchico non significa certo distruggerlo: è solo un chiamare "primo" quello che altri chiamano "ultimo". Mi sono promesso di riflettere sul cammino verso un auspicato senso della ragione ad un ritorno illuministico ma per affrontare questo tema è indispensabile chiederci non solo di Apollo ma anche e soprattutto di Dioniso ; Dioniso ci dice che dobbiamo andare, viaggiare con il vento. Razionalità e irrazionalità, "sofia" e "mania", "città" e "natura ", "parola" e "scrittura", "logos" e "pathos", "esistenza" e "tecnica", quante forme ha assunto nel corso della storia questa problematica delle due culture? . Bisogna avere la pazienza di ricominciare tutto da capo, vedere se è possibile finalmente mettere d'accordo Apollo e Dioniso. Ma dinnanzi a queste complesse domande sull' importanza del "concetto" non sappiamo se qualcuno ascolta e se soprattutto l'educatore abbia deciso consapevolmente od inconsapevolmente di educare .