EDITORIALE N. 11 NOVEMBRE 2003


La pienezza dell'essere deve accettare il vuoto?
Questo interrogativo richiama una riflessione sull'amore verso l'altro non inteso come impossessamento. L'amore stesso non si risolve " nè in una donazione gratuita, né nella generosità caritatevole: è la ricerca di una differenza e di una somiglianza, ricerca che esige la reciprocità della passione, la comunicazione verbale ed empatica del proprio bisogno di limiti e di trascendenza" P.Barcellona, L'egoismo maturo e la follia del capitale, Bollati Boringhieri, Torino, 1988, p. 133 Un rapporto che, rifiutando la pienezza dell'essere,accetta nella propria costituzione il vuoto, la precarietà, la perdita. La pienezza dell'essere si rivela spesso come fanatismo possessivo o cannibalismo consumistico, una forma di dipendenza da qualunque Assoluto. Chi rifiuta i margini dell'Assoluto, rifiuta un vero rapporto d'amore con un soggetto vero, con il quale fondare assieme un mondo possibile aprendo un varco nel mondo necessario. E' il viaggio una dimensione della profondità