EDITORIALE N. 9-10 SETTEMBRE-OTTOBRE 2003
Questo nuovo inizio delle nostre attività spero sia un buon auspicio per un proficuo lavoro in piena serenità ed equilibrio. Ritorno a temi a noi cari come quello della appartenenza e dello spaesamento. Mi soffermerò su tali dissoi logoi che significa porre in stato di sospensione l'ovvietà del mondo, esperire l'estraniamento ed eseguire esercizi di mortalità. Il desiderio di Assoluto è impossibile, il bisogno di Tutto è talmente smisurato che nessuna esperienza lo potrà colmare: quando crediamo che il vuoto sia stato abolito ci stiamo ingannando perchè proprio quello è il massimo trionfo del vuoto. Ma solo la consapevole accettazione dell'insoddisfazione come qualcosa di non patologico, come ciò che ci consente, ci impone,di vivere e di modificarci, costituisce un autentico rapporto d'amore, quel rapporto che sarebbe impossibile nella dimensione dell'Identità. E' sul tema del "pensiero dominante" che vorrei riflettere prossimamente ma lascio ancora a Voi, cari lettori, possibili riflessioni e suggerimenti.