EDITORIALE N. 2 FEBBRAIO 2003
Con questo editoriale desidero proporre alla Vostra attenzione un
passo di un intellettuale; una proposta aperta alle riflessioni senza commento. Senza commento significa far parlare
chi ascolta e non voler dar nulla di preconfezionato e guidato. Siamo ormai abituati agli interventi "pilotati" e questo annuncia tempi deprivati di riflessione e di argomentazione.
" E' cosa vana distogliersi dal passato per pensare soltanto all'avvenire. E' un'illusione pericolosa persino credere
che sia possibile. L'opposizione fra avvenire e passato è assurda. Il futuro non ci porta nulla, non ci dà nulla; siamo
noi che, per costruirlo, dobbiamo dargli tutto, dargli persino la nostra vita. Ma per dare bisogna possedere, e noi non possediamo altra vita, altra linfa che i tesori ereditati dal passato e digeriti, assimilati, ricreati da noi.
Fra tutte le esigenze dell'anima umana nessuna è più vitale di quella del passato"
Simone WEIL, La prima radice, ed. Leonardo, Milano, 1966, pag.55
Limitiamoci ad alcune domande:
Nel passato vi è depositato una autenticità che rischia di andare smarrita?
Il passato non è custode di verità dimenticate che sono per noi salvifiche?