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Rivista Telematica Nuova Didattica

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Il sito della Rivista Telematica Nuova didattica è il risultato di una decennale esperienza degli studenti e docenti che si sono e si stanno confrontando con una didattica aperta anche nei confronti della Rete. Dal 1998 ad oggi il sito si è arricchito con nuove proposte: articoli, contributi delle Università, settore internazionale aperto alle esperienze europee nella fattispecie, l'importante collegamento con l'Association Internationale des Professeurs de Philosophie e la raccolta delle Journées de Philosophie indette dall'Unesco. Altri settori si dimostrano attenti ai Servizi e sono aggiornati. La ricerca si confronta con la didattica ed il mantenimento della memoria di tali procedure nel tempo.



RIFLESSIONI FILOSOFICHE. LA NASCOSTA LOGICA DEGLI “SPOSTAMENTI” UMANITARI

    La sorte che, Haiti prima e il Cile dopo, stanno affrontando non ci può lasciare indifferenti; la rapida mobilitazione internazionale solleva interessanti riflessioni.
L’ampiezza degli aiuti ha provocato notevoli problemi organizzativi, nonchè paradossali rallentamenti nei confronti dei terremotati.
La questione logistica è divenuta un punto fondamentale a favore o meno degli interventi.
Gli aiuti, tra questi, quello alimentare, non è apparso ben distribuito e si è giunti ad un ripensamento intorno alla tradizionale logica definita, “catena della solidarietà”.
Questo pone la questione di sapere perché, aiuti così importanti non sono riusciti a rispettare le principali regole in materia organizzativa, per non dire di “giustizia distributiva”.
S. Freud, nei suoi studi, impiega spesso, nell’occasione dell’analisi dei sogni, il concetto di “transfert” e di “simbolismo”, dimostrando che le azioni umane richiamano l’attività onirica. I simboli onirici nascondono, mascherano l’interesse nel confronto del sogno stesso. Pertanto, è necessario dissociare il contenuto manifesto dal contenuto latente.
Quello che è passato, soprattutto a Haiti, riflette analoghe considerazioni, facendo presente però che il sogno si tramutato ben presto in un vero e proprio incubo.
Haiti, come qualunque altro luogo del globo, è divenuto sinonimo di una scena in cui si è manifestata una forte competitività delle varie potenze intervenute.
Fondamentalmente per ogni Stato l’aiuto si è trasformato in potenza di intervento e veicolo mondializzato che trovava conforto nei mezzi comunicativi, informativi dei mass-media. I candidati si sono attestati come potenze mondiali in ordine all’attività consolatoria.
Dinanzi al contenuto manifesto e generoso si cela sempre l’operazione del contenuto latente.
L’aiuto umanitario, in tal senso, anche se distinto dall’intervento militare in missione di pace, sono divenuti uno strumento per l’affermazione epistemica di potenza, di primato.
L’aiuto, è un punto destinato a creare forza ed immagine della prima potenza che interviene nella corsa alla solidarietà e di chi può vantare, a tutti costi, la filosofia consolatoria sui mali dell’umanità.
Nel caso di Haiti, dallo “spostamento” tettonico geo-fisico si è passati allo “spostamento” consolatorio, al ritorno di una mobilitazione al fine di rapidi investimenti al profitto dell’immagine di potenza ed infine, allo “spostamento” materiale e logistico di grandi derrate alimentari.
La filosofia rivela, pur sempre, quello che la mondializzazione ha messo, da tempo, in campo: la logica della accelerazione e della capacita nello sapersi “spostare”.


Riccardo Sirello, Direttore Responsabile della Rivista Telematica Nuova Didattica, marzo-aprile 2010





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